Parlare è più veloce

Nel 2018 Sherry Ruan, Jacob Wobbrock e colleghi hanno confrontato i due modi con cui quasi tutti scriviamo sul telefono: la tastiera touch e il riconoscimento vocale. I partecipanti ricopiavano brevi messaggi su un iPhone, in inglese e in cinese mandarino, una volta scrivendo e una volta parlando.

La voce ha vinto nettamente. In inglese era 2,93 volte più veloce della tastiera: 153 parole al minuto contro 52. In mandarino 2,87 volte più veloce. La voce faceva anche meno errori durante l’inserimento (un tasso di errori corretti del 5,30% contro l’11,22%), ma ne lasciava un po’ di più nel testo finale (l’1,30% contro lo 0,79%).

Due cautele. Era uno studio di laboratorio, con persone che ricopiavano frasi date, non che pensavano ad alta voce alla loro giornata. E la velocità veniva dal trasformare la voce in testo; una nota vocale che resta una registrazione salta del tutto quel passaggio, e con lui gli errori.

Dirlo ad alta voce aiuta a ricordare

C’è un secondo vantaggio, più silenzioso. In otto esperimenti, Colin MacLeod e colleghi della University of Waterloo hanno mostrato quello che chiamano effetto di produzione: le parole dette ad alta voce durante lo studio si ricordavano meglio di quelle lette in silenzio. L’effetto compariva anche quando le parole venivano solo articolate con le labbra, senza voce.

Il dettaglio conta. L’effetto si vedeva quando, nella stessa lista, alcune parole erano dette ad alta voce e altre lette in silenzio: dirle le faceva risaltare. Quindi non è che parlare batta sempre leggere. È che quello che scegli di dire ad alta voce diventa più distinto, e per questo più facile da riconoscere dopo.

Quando scrivere

Quando parlare

Il meglio dei due

Registra la nota vocale, poi scrivi sopra una riga che dica cos’è: “Idea per il viaggio di novembre”, “Cosa ha detto l’idraulico”, “Scaletta del discorso, prima prova”. La riga è quello che scorrerai e cercherai dopo; la registrazione è il dettaglio, quando ti serve.

Conta di più in un’app che tiene tutto privato. Tuttodì non trascrive le registrazioni: trascrivere vorrebbe dire mandare la tua voce a un servizio o far girare un modello di riconoscimento vocale, e l’app non fa né l’una né l’altra cosa. Quindi la ricerca trova la riga che hai scritto, non le parole che hai detto. Una riga basta.

Le note vocali in Tuttodì

Tocca il microfono nell’editor, o tieni premuta l’icona dell’app e scegli “Registra” per partire subito. Non c’è limite di durata, la registrazione continua a schermo spento, e si riascolta dentro la nota, con la sua forma d’onda. Come ogni foto e ogni nota, resta sul tuo telefono.

Fonti